Specialmente per l'attuale situazione del nostro paese, le parole del titolo sembrano arcaiche, beh qualc' uno ha deciso che lo fossero. Ma noi siamo solo un piccolo paese anche se storicamente uno dei più interessanti del pianeta.
In ogni caso da noi il comunismo e la libertà, evidentemente non sono gli stessi concetti espressi in altre parti del mondo.
Il problema è il modello di sviluppo che si vuole adottare.
Per il Kerala sviluppo e capitale non sono la stessa cosa, per noi si quindi loro stanno costruendo una società migliore e guardano avanti, noi continuiamo a regredire, maschrando l'accumulo di capitali dietro la parola sviluppo e non solo questa.
A Trivandrum, Kerala, il 27 e 28 maggio di quest'anno di e' discusso della questone "software libero mostra la strada per costruire una società fondata sui valori di solidarietà e partecipazione" allnterno di una piu' ampia conferenza sullo sviluppo della cultura “Free Software, Free Society” (http://fsfs.hipatia.net).
Alla conferenza hanno partecipato rappresentanti di India, Brasile, Venezuela ed Italia; dalle istituzioni governative, parlamentari ed accademiche e della società civile, confrontandosi e dibattendo delle nuove prospettive e possibili sinergie d'azione verso la costruzione d'una società della conoscenza libera.
L'evento era organizzato da FSF India, Hipatia, Space, IIITM-K ed il Kerala State IT Mission.
Il Kerala (32 milioni d'abitanti) è uno stato della federazione Indiana con un livello d'inclusione sociale altissimo.
Secondo la statistica è il primo stato al mondo in cui un partito comunista sia andato al potere, nel 1957, con elezioni democratiche. La tradizione di stato orientato verso il sociale continua ancora oggi ed il Kerala resta lo stato del subcontinente indiano nel quale i partiti di sinistra sono più forti.
È lo stato con la più alta alfabetizzazione dell'India (vicina al 100%) ed un sistema sanitario a livelli europei. La più bassa mortalità infantile e la più alta aspettativa di vita. Straordinariamente pulito: per chi ha viaggiato per l'India e non è mai stato in Kerala, un'autentica sorpresa.
Uno stato d'inclusione e tolleranza, in cui convivono pacificamente la maggioranza indù con le significative minoranze religiose cristiana e musulmana e la piccola comunità ebrea che data la sua presenza dal 587 a.c.
Lo stato più ricco dell'India. Eppure in Kerala non c'è nulla di quello che ci si dovrebbe aspettare per immaginare condizioni così eccezionali. L'industria è praticamente inesistente, l'agricoltura locale è rudimentale: un'economia di servizi. Quando si chiede una spiegazione di tutto questo la gente del posto risponde: “in ogni famiglia c'è qualcuno che lavora all'estero. In Europa, nel Golfo, in America”.
Il Kerala è veramente globalizzato. Nel senso che la sua gente è globalizzata: in giro per tutto il mondo.
Il Kerala sforna ogni anno 16.000 nuovi diplomati in informatica. Sicuramente il paese più adatto per approfondire le implicazioni sociali della rivoluzione del software libero.
Link:
http://www.itmission.kerala.gov.in/
http://www.guidaindia.com/index.php?option=com_content&view=article&id=7...

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